L' epatite da epato+ite, č appunto quel processo flogistico-degenerativo del fegato a eziologia infettiva, tossica e parassitaria.
Le forme cliniche come dicevamo sono numerosissime: epatite acuta da virus, epatite virale, epatite acuta semplice, colangiolitica, epatite maligna e cirrogena, epatite sifilitica o gommosa, epatite brucellare, epatite amebica, epatite epizootica, epatite tossica e infine epatite carenziale.
Nel gruppo va inoltre inclusa anche la cirrosi epatica che č un' epatite altamente degenerativa ancora non chiara; orientativamente perō tenendo conto dell' agente patogeno, si preferisce considerare la sua entitā e la natura delle alterazioni provocate al parenchima epatico e al sistema biliare da tutte queste forme, distinguendo l' insufficienza epato-cellulare e l' insufficienza biliare.
L' epatite infettiva che fa parte del ramo di epatite da virus, č un' epatite da siero causata dal virus SH, ha un periodo di incubazione che varia dai 2 ai 6 mesi; si trasmette per mezzo di trasfusioni di plasma o di sangue o anche con siringhe infette utilizzate e non disinfettate.
Questo tipo di virus, č molto resistente ai comuni antisettici e al calore; addirittura da non essere abbattuto nemmeno con l' alcol a 70°C. nč con l' ebolizione; ma solamente attraverso il calore secco a 180°C.
La sintomatologia nel periodo prodromico si manifesta con: febbricciola, malessere, anoressia, nausea, vomito, modesta dolenza o tensione in sede epatica, diarrea. alla comparsa dell' ittero (colorazione giallastra della cute) tali sintomi vengono sostituiti da grave astenia, prurito, feci acoliche e cretacee e da reperti di laboratorio caratteristici: leucopenia, notevole aumento delle transaminasi, glutamminico-ossalacetica e bilirubinemia.
Il decorso č di 2-8 settimane, di solito č benigno; raramente, specie nelle epatiti da siero, si ha l'evoluzione in atrofia giallo-acuta, mentre č discusso il possibile esito in cirrosi epatica.
La terapia prevede: riposo assoluto a letto con ripresa molto prudente delle attivitā lavorative per evitare il pericolo di recidive; dieta in fase iniziale ricca di carboidrati e sufficientemente ricca di proteine, e in seguito: limitati al massimo i lipidi, le vitamine del complesso B (specie la B12) a dosi elevate, e le vitamine K.